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Nel solco della metafisica

IDEA come EVOLUZIONE. Non l'esperienza del mondo, ma la sua incessante diversificazione."i topi non avevano nipoti" "ad una vera pia donna dei simili fili misi ed annodai...pareva nuda", "Avida di vita desiai ogni amore vero, ma ingoiai sedativi, da diva".

Poiesi[es]

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POIESI[es]

Forse è dall’interno delle cose, che possiamo cogliere il loro segreto. E dall’interno del digitale che possiamo capire la logica binaria.
Il Luogo è una maschera che ci permette di andare nell’aldilà, come uno sciamano. Come il DNA che segue, nascostamente, una logica che sembra irriducibile, ma di cui si può essere informati. L'internauta è come un homunculus, intento a comunicare un messaggio nascosto, illudendosi, e, conoscendone sino in fondo la tecnica per occultarlo.
La capacità reale di dare inizio a qualunque atto creativo dipende da quegli operai virtuali, mandati in giro per la Rete alla ricerca del significato.
Presente e passato, bianco e nero, bene e male; ma non può esistere un giudizio, una conclusione logica: risoluzione del mistero e avvio di un nuovo racconto, sistemazione dei personaggi, l’autore è regista, nell’intento di sistemare i suoi personaggi nello spazio pittorico di un mondo esteso, pluridimensionale, metafisico.
Benvenuti nel Nuovo SOLCO della METAFISICA




  • View space
    Psiche
    June 30 9:38 PM
    INNAMORATA IOOOOOOOOOOOOOO ??????
    ti pregherei di non bestemmiare....rido
    niente di tutto ciò....solo un meritato ringraziamento
    a chi ha pensato di conferirmi tale premio
    ...ma mio malgrado...niente amore da queste parti
    e rido ancora...

    ci sentiamo con il fresco..anche se...
    poco ma con tutta la mia buona volontà...
    passerò anche prima....
    non ti libererai di me così facilmente...
    prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
    e mi vado a fare una nuotata nella vasca nana...

    bacio
    psiche
  • View space
    I Miei Aquiloni
    June 26 12:03 AM
    concordo con te..
    anche se no ho il potere del linguaggio come lo hai tu..
    non calo le braghe al timore delle mie sillabe che si sentono sminuite al tuo confronto...
     
    mi piace cio' che scrivi..
    anche se la ritmica a volte cosi' difficile scoraggia nel proseguire..
    il pensiero ..e' cio' che leggo ed apprezzo
    ..
    tornero'
    ..
    Emilia
     
  • View space
    Poiesi[es]
    June 25 3:52 PM
    Mi spiace non poter dare il mio input, non conoscendo chi...
  • View space
    Madalena
    June 22 10:03 PM

    Photobucket

    Beijos

    Pra Ti

    Madalena

    Brecht

    Em verdade, ele viveu em tempo de trevas.
    Os tempos ganharam em luz.
    Os tempos ganharam em trevas.
    Quando a luz diz: Eu sou as trevas,
    Disse a verdade.
    Quando as trevas dizem: Eu sou
    A luz, não mentem.


    Heiner Müller (1929-1995

  • View space
    deborah
    June 22 9:19 PM
    a href="http://s284.photobucket.com/albums/ll13/lieskespring/?action=view&current=oo78.gif" target="_blank">glitterCIAO E GRAZIE X LA TUA RIKIESTA , TI AUGURO UNA BUONA SETTIMANA ^-^ DEBORAH ......... PS PASSA QUANDO VUOI CIAO
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e narro



Scrivere sul corpo
come
ARTE


(acrilico di Massimo Pasca)


L'Artista afferma il proprio corpo, coprendolo completamente con il velo della sua scrittura; questo si estende come sangue sulle mani, sul viso, sui piedi e diventa come il comportarsi dell'esame Doppler, cioè,  permette di individuare la pervietà e ne valuta la sufficienza delle proprie vene, esplorate o da esplorare.
Queste scritture, a volte, sono portate come denuncia e memoria della sua condizione, in rapporto alla violenza nell'esprimere una poesia sulla propria anima.
L'Artista è, così, portato ad ascoltare le voci e i segreti del proprio corpo, avendo conosciuto, sulla propria pelle, i condizionamenti e le violenze del Suo potere. I segni, in questo modo, diventano una seconda pelle intrisa dalla Sua cultura ed il corpo diviene parola, libro per far vivere il testo.


E narro

e scorro

su sovrapposta

immagine di te

in me

   impressa

 

e narro

d'insieme in uno

più d'uno su frattale

mediana virtuale

    di te

in me riflessa

 

e scorro

lento nel mio

tuo percorso

frappongo in te

desiderio reale

in me avvolto

 

e narro

solcando segni d'aria

e miti reali di me

e vicende virtuali

in te

percorsi

 

e scorro

narro

su caleidoscopio

rincorro

e narro.

(Poiesi[es])


"Come voleva Magritte, bisogna riacquistare la conoscenza dei segreti del mondo, e dunque magicamente ricrearlo; e, al contempo, recuperare una personale, sotterranea identità (...)"
(M.G. Adamo)

Tutto rimane

"Tutto passa, ma tutto rimane.



Questa è la mia sensazione più profonda:  che niente si perde completamente, niente svanisce, ma si conserva in qualche modo e da qualche parte. Ciò che ha valore rimane, anche se noi cessiamo di percepirlo.
Così pure le grandi imprese, anche se tutti le avessero dimenticate, in qualche maniera rimangono e danno i loro frutti.
Perciò, se anche ci dispiace per il passato, abbiamo però la viva sensazione della sua eternità. Al passato non abbiamo detto addio per sempre, ma solo per breve tempo. Mi sembra che tutti gli uomini, di qualunque convinzione siano, nel profondo dell'anima abbiano in realtà questa stessa impressione. Senza questo, la vita diventerebbe insensata e vuota."

(Pavel Florenskij 7 aprile 1935)

commemorarsi


Il BLOG del BLOGbasta ricordare!
[o commemorare]
Franco, come sempre, ci scrive e altrettanto, noi, da questa parte, leggiamo.

Non sempre rispondiamo, e, quando prendiamo a cuore l’episodio o fatto narrato, ci premuriamo a condividerlo, ad estrapolarne i contenuti che meriterebbero più attenzione o nel peggiore dei casi a non condividerlo. Sono dibattuto sul che fare. Quale risposta assumere.

Ho deciso, dopo aver riletto, sicuro di essere compreso e di non trovarmi nel limbo delle congiunzioni dubitative (vedi E.ma in altro blog), di rispondere.

Del "ditirambo" ho assunto: “Io non commemoro, ricordo” e poi ancora “ Non si puo’ avere verità se si è voluta cancellare la memoria”.

Delle due, nessuna ha i requisiti di una risposta, anche se l’introduzione di Franco è in tal senso, e, mi spiego.

Potrei anche non farlo ma, Pasolini, il citato, l’ ha sempre data e, da vivo, avrebbe dato risposta anche alla sua morte.

Io rispondo o meglio mi domando e scrivo il significato di commemorazione e ricordo e poi ancora di cancellare la memoria.

CUM + MEMORARE (più eufemisticamente: far tornare la memoria)

RICORDO

Per meglio descriverne il significato mi riporto Alessandro Baricco

“...Ed è qualcosa da cui non puoi scappare.
Il mare.
Il mare incanta, il mare uccide, commuove , spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile.
Ma soprattutto: il mare chiama.
Non fa altro, in fondo, che questo: chiama.
Non smette mai, ti entra dentro, ce l' hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente , ma non serve.
Continuerà a chiamarti.
Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita.
Instancabilmente, li sentirai chiamare.
Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà."

Conclusioni:

Perchè, prima il RICORDO poi la CUM+MEMORARE o quanto meno il primo come conseguenza del secondo?

Perchè, solo ricordare?

Spesso quel fare risponde al detto popolare: ” finita la festa gabbato lo Santo” oppure, come in questo caso: “ finito il ricordo raggiunto l’oblio”.

Io personalmente non ci sto sia che si tratti di commemorazione o ricordo. NON MI ADEGUO.

La Verità di cui parla Franco la “semplificherei” con queste parole:” La Verità siamo noi. La Storia non si ricorda, ma si traduce”.

IO NON COMMEMORO NE' RICORDO, e, chi s'aggrappa a "IO c'ero" o peggio ancora a "IO non c'ero, quindi non conosco" non potrà mai tradurre neanche la sua di Verità.

Oggi, domenica, mi sento tremendamente "Buono".

Catullo

CATULLO



Viviamo, mia Lesbia, e amiamo

e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento.
poi dammene altri mille, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l'invidioso
per un numero di baci così alto.

Brecht

 
(La storia non avanza)
 
 
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
 
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
 
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
 
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
 
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
 
(Bertolt Brecht)
 
 
 
 


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